martedì, 30 dicembre 2008, ore 13:29

Woah, e abbiamo 3 anni, con oggi.
Come siamo invecchiati male.

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PiperitaPatty89
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giovedì, 25 dicembre 2008, ore 12:12

Ah, buon Natale.
PiperitaPatty89
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giovedì, 25 dicembre 2008, ore 12:12

Un giorno, intenterò una causa contro le ferrovie dello stato per profondi traumi arrecati alla mia personalità; sarà infatti solo per colpa di quest’istituzione, che, prima o poi, diventerò un’emo.

Non c’è nulla di personale, ma le ferrovie italiane fanno proprio venire voglia di uccidersi.

Io sono una persona MOLTO tollerante, e infatti mi sono ridotta a scrivere solo al terzo episodio consecutivo che mi ha quasi spinto all’autolesionismo, per non citare le manie depressivo-omicide nei confronti di ignare vittime.

Correva un giorno qualsiasi di metà novembre, quando una nevicata improvvisa, fece collassare tutto il sistema ferroviario da milano a bologna, nel giro di due ore.

“Mi potrebbe gentilmente offrire una sigaretta, madame?”

“certo”

L’ottava di quella lunga serata, in cui fui costretta a tornare nel mio claustrofobico convitto gestito da suore avare, dopo che ebbero non solo soppresso il mio treno, ma tutti quelli che scendevano più in giù di Bologna, e in particolare, il treno Intercity 549 per Rimini.

“Si avvisano i signori passeggeri che il treno, intercity 5, 4, 9, proveniente da: Milano centrale, e diretto a: Rimini, partirà con un’ora di ritardo”.

Ma che cazzo, devo avere pensato molto spesso questa frase nella gelida attesa di quella serata di inizio dicembre, dove nemmeno il clima avrebbe lasciato presagire che quel treno, il treno maledetto delle 20.05 per Rimini, non sarebbe partito.

Eppure partì, con due ore e mezza di ritardo, perché quel giorno, proprio quel giorno, sul binario del treno 549 per Rimini, un parmense, evidentemente ignaro delle sofferenze a me causate da quel treno, il 549 per Rimini, si suicidò.

A me dispiace, sapete, non è mai una bella cosa quando uno si suicida, per quanto possa avere motivi molto validi, ma la mia domanda è perché.

Una morte sui binari, oltre che dolorosa, se non compiuta con accortezza, è ESTREMAMENTE fastidiosa per chiunque altro, aldilà del fatto che possa fare ritardare dei treni.

Diamine, morire travolti da un treno significa sbudellarsi sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto, sotto due ruote roventi.

Preferisco le morti pulite.

Ad ogni modo, tornai a casa.

E qui arriviamo alla canonica goccia che fece traboccare il vaso, già colmo della mia amarezza.

23 dicembre, ore 20.05, si informano i signori passeggeri, che a CAUSA DI UNA SCOSSA TELLURICA, la tratta Milano – Bologna è temporaneamente interrotta, si informano inoltre i signori passeggeri del treno INTERCITY 549 delle 20.05, che il treno partirà con 180 minuti di ritardo.

Una scossa tellurica?

…….

Il fato mi vuole male, è evidente, o probabilmente ci morirò, sopra un qualsiasi intercity 549 per Rimini, e qualche anima buona vuole evitarmi a tutti i costi di prendere abitualmente questo treno.

Ma anche no.

“Scusi, volevo cambiare il mio biglietto con quello di quell’eurostar che passa da Faenza e che parte tra 10 minuti, è possibile?”

NO. Dato che ho usufruito di uno sconto di tre, dico tre, 3, 3, 3, euro all’acquisto, non ho il diritto di cambio.

Me ne frego, ormai piango sangue, e ci salgo lo stesso.

Fino a Modena, tutto bene, mi siedo con la benedizione di un controllore, in prima classe (unico luogo con posti liberi) e mi acciambello beata, su queste poltrone larghe da cui vi scrivo tuttora, mentre un altro controllore mi fa pagare la multa che il primo mi aveva gentilmente evitato, in quanto “anche lui ha dei figli.”

Mi fa piacere essere scambiata per una ragazza madre, in genere mi scambiano per una studentessa più piccola, quindi in un certo qual modo, era lusinghiero.

Ma il punto focale è che non mi avrebbe fatto pagare nulla.

Stronzi bastardi.

Sono le 23.53 e il treno 549 in partenza da milano centrale e diretto a Rimini, non è ancora partito.

Buonanotte ai suonatori, come direbbe qualcuno.

Mi consolo strofinando la schiena contro questi sedili larghissimi e vellutati, pensando che in fondo, non ho mai viaggiato più comoda di così, se escludiamo il fatto che nessuno, NESSUNO degli otto bagni sul treno, è agibile.

E per agibile intendo con una porta che contempli la possibilità di essere aperta.

Sei ore esatte che non vedo un water, una cena e due bottigliette d’acqua in mezzo, ma in fondo, chi se ne importa, sono in prima classe e gli uomini in cravatta guardano male i miei capelli arruffati, un po’ emo, ma in via di guarigione.

PiperitaPatty89
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giovedì, 18 dicembre 2008, ore 16:42

Lo so che non scrivo da un po', ma ultimamente non ho un granchè da dire.
Indubbiamente questo blog è decaduto da tempo, e ora, all'alba del suo quarto anno di vita, sta già morendo.
Cosa volete che vi dica?
Probabilmente è vero che i blog altro non sono che sfoghi di adolescenti depressi, ma io preferisco vedere la faccenda a modo mio.
Io ci scrivo solo quello che mi sembra significativo, e ultimamente non è che non ci sia qualcosa di significativo da dire, è solo che non è così significativo come vorrei.
PiperitaPatty89
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giovedì, 18 dicembre 2008, ore 15:48

Requiem for a Dream è definitivamente il film che più mi ha fatto stare male nella storia della mia vita fin ora.

Ed è bellissimo.
Che cazzo.
PiperitaPatty89
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