E così, ieri mentre mi trovavo a Durazzanino ignorandone il motivo, questo blog ha compiuto due anni.
(non andate a Durazzanino) E tra kilkenny e noccioline sono saltati fuori i soliti buoni propositi per l'anno nuovo.
Che sono pesantissimi.
Cioè, uno li fa più o meno sempre, con la consapevolezza che la maggior parte, non riuscirà a rispettarli, ma stavolta, è vitale, che siano rispettati. Perchè cose come "riuscire ad arrivare a giugno con ancora la sanità mentale completa" sembrano essere cose non del tutto praticabili, al momento.
E quindi cosa fai? Arranchi, sperando di avanzare, anche di poco? O ti lanci, tentando la fortuna?
La realtà è che continuiamo sempre e solo ad arrancare, da una parte o dall'altra, tendendo la mano in cerca di aiuto, sperando che qualcuno l'afferri e non la molli più. E quello che fa più rabbia è che il tempo è insensibile, e vola su tutto e tutti, fermandosi solo sugli eventi spiacevoli. E il tempo ti mangia, ti corrode e ti consuma...e l'unica cosa che puoi fare, è guardarlo fuggire.
E uno lo sa che è una cosa normale, ma la normalità non è di consolazione a nessuno.
Così, rimane il cambiamento. Che non consola, ma sembra più grande di te, al di sopra delle tue possibilità, che spaventa.
E' un vicolo cieco, e per uscirne, uno può solo tornare indietro, o finalmente alzarsi in volo per superare quel muro.
E quindi?
E quindi qualcuno mi deve insegnare a volare più velocemente del tempo.





