C'è chi va in Norvegia, chi, a momenti, si trasferisce in California.
Io, per ora, torno irrimediabilmente qua, davanti a questo schermo per accorgermi che mancano due settimane all'inizio della scuola. Teresa si arrabbia con dio e Recabarren si disillude definitivamente. Aviva vorrebbe un bambino ma non può. Non può più.
E chissà se esiste una mama Sunshine pronta ad accoglierci tutti, nel momento del bisogno.
Piccola pausa di quattro giorni per salutare l'estate, il mare e i vecchietti anconetani.
Quattro giorni per leggere i sei libri che accumulano polvere sulla mia scrivania da quando scrissi i loro titoli sul mio diario scolastico a giugno. (è fattibile, a Marcelli di Numana, a parer mio. il tempo scorre allungandosi come una big babol appena masticata).
Perciò niente drammatici addii o sventolii di fazzoletti bianchi da un treno, torno domenica.
Già, la vita è semplice.
You'll be a lover in my bed
Basta non pensare, giusto?
And a gun to my head
Ma chi se ne frega, un po' di superficialità non rovina nulla di così profondo.
We must never be apart
We must never be apart
Appunto.
E se per un istante, la gente smettesse di sognare, e guardasse con cruda lucidità la realtà, quanti problemi si eviterebbero?
Basterebbe un istante, un flash, per disilludersi.
Certo, sarebbe tutto meno divertente.
Però, cazzo.
Beware the Jabberwock, my son!
Bologna puzza e piange lacrime schiumose.
La mia totale incapacità di scrivere cose dotate di un benchè minimo interesse per chiunque mi deprime, e mi spinge al mutismo telematico.
(che non rispetterò, ma fare di queste dichiarazioni ogni tanto, nobilita un po' tutta la faccenda)
(sì, anche se non è vero)