Irrealtà. (*)
Vivo in un clima denso di irrealtà, con pensieri, speranze e risate congelate a mezz'aria, la stessa aria carica di fumo che aleggia ormai irrimediabilmete nella mia soffitta. Che cazzo mi succede?
Dico che non me ne frega un cazzo ma non è vero.
Passo una serata a divertirmi, senza accorgermi che una delle persona a cui voglio un bene dell'anima, mi piange in silenzio alle spalle.
Continuo imperterrita a sostenere che vada tutto bene, e quando, per la prima volta la realtà cammina con me, tutto pare crollare in un cumulo di cazzate.
Basta così poco per crepare certe illusioni. E tutto pare ritorcertisi contro, il cielo pare chiudersi sopra la tua testa, lasciandoti vivere nel mondo colorato delle tue illusioni, dove la negazione del vero sopprime solo parzialmente il tuo disagio profondo...tanto profondo da costringerti ad implodere, a sanguinare dentro, senza tempo per portare la bomba lontano dagli altri, senza darti il tempo di pensare che non va bene, senza darti il tempo di creare un altro, inutile castello di speranze che possa anche solo arginare l'impeto di quell'amarezza.
Che cazzo mi succede?
Perchè sì, tu pensi di vivere bene, sei fiero della persona che sei diventato, ma questo, tutto questo non è reale. Perchè tu continuerai sempre a vederti così, pessimo, triste e inutile al mondo, nonostante gli amici sostengano il contrario, nonostante la realtà stessa cerchi di convincerti che è così.
Ma poi basta un gesto.
Un soffio di vento che fa crollare anche il più elaborato castello di carte.
Fragilità. Estrema salvezza dal farmi diventare una persona accettabile.
La verità è che non lo so. Non lo so e basta. E sono veramente troppo stanca per cercare una risposta che non c'è, per cercare di cambiare questo discorso, specchio perfetto del mio vittimismo immotivato.
Ma d'altra parte ogni tanto ci vuole.
Perchè sono scesa. Arduo capire se adesso sto salendo, o precipitando.
* [in ascolto: "I need I want I will"(pass it on) - Melissa auf der Maur]







