Irrealtà. (*)
Vivo in un clima denso di irrealtà, con pensieri, speranze e risate congelate a mezz'aria, la stessa aria carica di fumo che aleggia ormai irrimediabilmete nella mia soffitta. Che cazzo mi succede?
Dico che non me ne frega un cazzo ma non è vero.
Passo una serata a divertirmi, senza accorgermi che una delle persona a cui voglio un bene dell'anima, mi piange in silenzio alle spalle.
Continuo imperterrita a sostenere che vada tutto bene, e quando, per la prima volta la realtà cammina con me, tutto pare crollare in un cumulo di cazzate.
Basta così poco per crepare certe illusioni. E tutto pare ritorcertisi contro, il cielo pare chiudersi sopra la tua testa, lasciandoti vivere nel mondo colorato delle tue illusioni, dove la negazione del vero sopprime solo parzialmente il tuo disagio profondo...tanto profondo da costringerti ad implodere, a sanguinare dentro, senza tempo per portare la bomba lontano dagli altri, senza darti il tempo di pensare che non va bene, senza darti il tempo di creare un altro, inutile castello di speranze che possa anche solo arginare l'impeto di quell'amarezza.
Che cazzo mi succede?
Perchè sì, tu pensi di vivere bene, sei fiero della persona che sei diventato, ma questo, tutto questo non è reale. Perchè tu continuerai sempre a vederti così, pessimo, triste e inutile al mondo, nonostante gli amici sostengano il contrario, nonostante la realtà stessa cerchi di convincerti che è così.
Ma poi basta un gesto.
Un soffio di vento che fa crollare anche il più elaborato castello di carte.
Fragilità. Estrema salvezza dal farmi diventare una persona accettabile.
La verità è che non lo so. Non lo so e basta. E sono veramente troppo stanca per cercare una risposta che non c'è, per cercare di cambiare questo discorso, specchio perfetto del mio vittimismo immotivato.
Ma d'altra parte ogni tanto ci vuole.
Perchè sono scesa. Arduo capire se adesso sto salendo, o precipitando.
* [in ascolto: "I need I want I will"(pass it on) - Melissa auf der Maur]
The importance of being Bea.
Very simply.

Nothing.
(Tranquilli non sono depressa)
Non ci ho capito un cazzo! Un benemerito CAZZOOOOOOOOOOOOO!
Ma non inporta! Ho capito l'antifona e quindi BAAAAASTAAAAAAAA!
Sono euforica e ho la consapevolezza di non averne motivoooooooooooo!
Bene, può bastare.
Buon san valentino.
Cammino sull'orlo del baratro, scavando caverne sanguinose nel mio cuore, tappandomi gli occhi e le orecchie per non vedere, per non sentire la verità. Respingendo l'altrui affetto, tramutandolo in odio.
Manca poco al chiarimento definitivo.
Poco.
ascoltami
Mi sto accorgendo che ultimamente posto un intervento al giorno o quasi; sarà che mi riduco sempre davanti a questo schermo insensibile, mentre la scatola luminosa latra telegiornali e la luna splende quasi piena sul mio tetto.
Forse il mio problema è il modo di esprimermi. Diamine, a parte certi istanti di pazzia assoluta, nel bel mezzo di svariate crisi di nervi dove la lingua mi si scioglie incridibilmente, riesco a parlare chiaramente solo attraverso la scrittura(e qui è comprovato dal fatto che in italiano ho 9 allo scritto e 5 all'orale, ma vabhe, la scuola è una faccenda a parte). Un foglio, uno schermo del computer sono molto più rassicuranti di due occhi impenetrabili piantati nei tuoi, poco ma sicuro.
Sento quel delizioso e fastidioso al contempo, pensiero assurdo, rigermogliare alacremente nella mia mente, che acquietatasi da poco, è stata violentemente scossa senza apparentemente nessuna provocazione...fastidioso e delizioso, e nessuno dei due aggettivi ha il sopravvento sull'altro. E forse questo è male. O forse no. O forse mi sto facendo una padellata di seghe mentali, come al solito. Comunque ora sto bene, si sto bene, e l'autoconvinzione sopprime qualsiasi moto di insicurezza. Almeno per adesso. E questo è bene.
Senza che nessuno me l'abbia detto, domani è già sabato.
Sabato, sabato...e stavolta non ci sarà il mio opportuno raffreddore a scombinarmi le idee. In compenso non ho una beneamata minchia da fare...probabilmente rinnoverò la vecchia tradizione di uscire con la Gaia e l'Ila, sbronze e piene di tabacco(...) in giro per una faenza congelata nell'immobilità, o rinchiuse in casa a fare commenti stupidi su un film stupido. O perchè no, potrei rimanere in casa, come sabato scorso, guardarmi un film in santa pace e deprimendomi al pensiero che un film da soli è una cosa molto deprimente. Wow, è un circolo vizioso.
Comunque, pace. Ci vediamo presto, piccola insensibile pagina di blog.
Sarebbe tutto piu semplice
se non ti avessero inculcato
questa storia del finire da qualche parte,
se solo ti avessero insegnato,
piuttosto,
ad essere felice rimanendo immobile.
Insicurezza.
Ecco cos'è che paralizza le mie labbra, le mie mani, la mia voce...cosa blocca tutto quello che ho dentro.
Sono un po' triste...e non so come mai..cioè è da stamattina che m'ha preso questa sensazione..e nonostante il pomeriggio si prospettasse piacevolmente rilassante, non è servito quasi a nulla. Anzi forse ha peggiorato la situazione, con la consapevolezza che non stava servendo a nulla.
Uffa...in queste situazioni, servirebbe l'affetto degli amici, che per quanto non capiscano il motivo della tua amarezza, cercano comunque di tirarti su. E non che questo manchi, affatto. Però...forse, se dosato male, non serve. O probabilmente a volte, come questa, non serve proprio ad un cazzo. Ma torniamo all'insicurezza. Lo giuro, sono quei momenti la causa di tutto, quei momenti dove vorresti aprire la bocca e vomitare fuori tutta la tua immotivata amarezza, aprire la via a quelle lacrme roventi relegate nei tuoi occhi, e lasciarle fluire, accompagnate dallo spegnersi della tua voce, e forse della tua tristezza. Diamine, queste cose succedono solo nei libri e nei film, se facessi una cosa del genere, finirei internata in un sanatorio.
Ecco. Come se non bastasse, in questi istanti, non ce l'hai con nessuno in particolare, no, ce l'hai con tutti. E per quanto tu ti renda conto di ciò che stai provocando, continui a fare del male agli altri, per illuderti di stare meglio, per convincerti che ti sentirai meglio dopo averlo fatto, per renderti conto solo dopo del casino che hai fatto.
Ho voglia di piangere e come al solito, non so perchè.
Forse, però lo so.
La verità è che non ne posso più.
E' come un dolce veleno irresistibile, un dolce troppo amaro...un'inevitabile succedersi di eventi, verso la quale sei spinta da forze sconosciute. Solo..che ho paura di cedere...ho paura di non riuscire a sopportare l'incertezza, di non poter attendere una nuova illusoria occasione per non riuscire a fare nulla. Non ce la posso fare.
I've never thought it's possible
but the tears I've cried are not invisible
and they're digging deepely in my heart
we've burnt our lies on the start
now, it's time to decide
no options, suicide.

Meraviglioso.
Credo che oggi sia stata una delle giornate più belle in assoluto che abbia mai passato con me stessa. A volte serve, per riflettere, per tranquillizzarsi, per stare un po' in pace, in una pace silenziosa che appartiene solo a te.
Certo, forse non è tutto merito del mio spirito puro e virginale, ma sono stata veramente bene; camminare all'ora del tramonto sul celeberrimo rivalino del fiume, imbacuccata nel mio vecchio giaccone verde, la freitag a sbattere ritmicamente contro il fianco, le gambe dominate da una propria volontà, Kid A a palla nelle orecchie, mentre il tuo sguardo va dalla sigaretta semispenta tra le tue labbra di cui ti sei ricordato solo in quel momento, al patetico scorrere del Lamone in inverno.
E' qualcosa che azzera, ti rilassa, ti fa rinascere.
E la mente spinta a mille, assordata dalle note di The National Anthem(che ha un giro di basso che è una meraviglia), che ti fa dimenticare le ciance dei tuoi genitori a proposito dei maniaci del rivalino(notoriamente conosciuti da tutti i genitoridi sedicenni, ma in realtà dall'esistenza non provata), il libro di francese con l'ultima, pessima verifica stropicciata tra le pagine, tutti i dubbi a proposito di te stessa, il mondo e il resto. Meraviglioso. Credo che ne farò un appuntamento periodico, è qualcosa di cui sento il bisogno. Liberare la mente, dico.
E non t'importa più di sapere se quel contadino che hai appena passato abbia avuto l'impressione di trovarsi davanti una tossica, pallida, con due occhiaie fino ai piedi e tipica camminata strascicante, non importa. Perchè sei con te stessa, e il resto non importa. Per un cazzo.
Indefinito.
Che parola appropriata...indefinito...talmente indefinito che non sai come comportarti, che non sai come interpretare determinati gesti, che non sai cosa fare. Non è necessariamente una brutta situazione, ma non è nemmeno necessariamente piacevole. Indefinita, appunto. Eppure, è così allettante, così appagante...ma non è completa, perchè permane il dubbio. Non un dubbio epocale, si ha da scegliere tra due semplici opzioni, totalmente diverse però, l'una dall'altra. Sottile è il limite che le divide, sottile come quest'indefinibile situazione, così facile da sprofondare, così facile da evolvere...così difficile da attuare, nell'una o nell'altra direzione.
Questo stato indefinito ha bisogno di una soluzione...l'incertezza è una delle più grandi paure dell'uomo, e l'incertezza è terreno troppo fertile per dubbi e false speranze per sopravvivere a lungo senza incendiarsi...eppure...è piacevole...vivere nell'incertezza, dico...le preoccupazioni sono velate da un sottilissimo velo nebbioso, rafforzato dall'autoconvinzione che ripete nella tua mente "non è come pensi, non devi equivocare, è semplice, senza malizia"...un velo attraversato da scariche adrenaliniche che ti spingono a giocare un gioco potenzialmente pericoloso, un gioco estremamente cangiante..è bello poter dimostrare i propri sentimenti, senza la paura che vengano fraintesi. Purtroppo l'incertezza sfalda le fondamenta di questi gesti, perchè forse sì, sono equivocabili, ma forse...comprensibili. Siamo pari, uno ad uno, stando alle regole del gioco, la prossima mossa tocca a me.
Forse la soluzione è il silenzio..il silenzio fisico, il non fare nulla e attendere l'evolversi degli eventi, in una buona o in una pessima direzione.
Ma qui rientra in gioco l'incertezza, i dubbi ti assalgono, ti lacerano, ti spingono a dire o a fare cose che ti fanno vacillare.
Indefinibile.
Indefinibile e terrorizzante.