martedì, 31 gennaio 2006

C'è profumo di vacanza nell'aria.

Sarà per la fine del quadrimestre, per il sole tiepidino che oggi accecava i marciapiedi, sarà per il gatto che da tosato, mi ricorda tanto il calore opprimente del sole estivo..non lo so...domani dovrei andare dal dentista, a fare la solita, insopportabile, pulizia dei germi per i GermiSburi*, solo che non mi hanno chiamato per confermare l'appuntamento, qindi mi sa che non ci andrò, anche perchè domani c'è cinematografia, e chissà...dato che i compiti ultimamente scarseggiano, forse ci scappa pure una capatina dalla gaia.

Dio bonino che male! Oggi pomeriggio, finito di giocare a diendì, ci siamo messi come al solito a fare i dementi, tra mosse di pseudo-kung-fu e robe simili...ad un certo punto devo aver dato un colpo troppo forte con la mano sinistra perchè ora ho l'indice che scricchiola ogni volta che lo muovo..vabbhe..sarà che io riesco sempre a farmi male nei modi più stupidi**, però che malinus...ah già, oggi  mia madre ne ha combinata un'altra delle sue..diamine, non so come fermarla!Il punto è che alla fine mi fanno morire dal ridere le sue "CazzateInsultanti"*** però cavoli...dopo un po' basta eh...dopo i miei amici cominciano a temere la mia famiglia, e per quanto possa essere divertente come pensiero, è una cosa abbastanza imbarazzante dal vivo.

Vabbhè...credo che andrò a rileggermi i miei uanpis..meravigliosi...bonne nuit!

 

 

*GermiSburi: orribili macchie marroni sui denti che prevengono il diffondersi delle carie(per questo sono sburi, e pure abbastanza rari a quanto mi dicono, infatti non ho mai avuto una carie, a differenza di tutti i miei familiari)

** 1) rotta il mignolo della mano sinistra infilandolo in una serratura all'età di 9 anni. 2)slogata la caviglia destra tentando di piroettare su un pavimento lucidissimo. cantando "Singing in the rain", a Mayfield all'età di 11 anni. 3) Incrinato l'osso del medio della mano sinistra, tirando di scherma con daniele(amico-inghilterra) all'età di 14 anni.

*** Allora, se vogliamo elencarle tutte, ci mettiamo un'eternità, quindi citerò solo le più famose: 1)Pellico è seduto al tavolo del tinello con me e Jacopo, entra la mater, gli da una violenta pacca sulle spalle esclamando "Ehilà verme!"(si è poi giustificata sostenendo che verme sia un nomignolo affettuoso) 2) Entra Valente nell'ingresso, sono presenti oltre a me, pure Jacopo e il Pellico; arriva la mater ed esclama "Ma lo sai Davide, che somigli proprio ad una scimmia?!" (giustificazione: MA E' VERO!")3) C'è bob nella mia cucina, io sono in soffitta; mia madre entra in cucina e rimprovera bob "Cavoli, Lorenzo! Con tutta questa ferraglia alle orecchie! La prossima volta che entri in casa mia, prima togliteli tutti quei pendagli!" 4)-forse la più spaventosa, almeno per me- Ci sono i miei due dei tre affettati(termine che indica persone a cui voglio bene) Lorenzi in tavernetta, ovviamente assieme al gruppo di gioco. Io avevo appena finito di fumare una paglia, loro la stavano fumando nel momento in cui è entrata la mater, che non perde l'occasione di dare loro un "lieve" scappellotto sulle rispettive nuche, esclamando "Da quando la mia bambina esce con voi, puzza sempre di fumo! Prima non era così!". I loro due sguardi si posano su di me, mentre una goccia di sudore freddo scende lungo il mio volto, che si muove impercettibilmente in segno di diniego e muta preghiera di silenzio al loro indirizzo.

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domenica, 29 gennaio 2006

Non ho molta voglia di scrivere.

Sarà per il fatto che quell'unica Lucky's nel pacchetto mi spinge a pensare stupidamente "Ultima del pacchetto, ultima della serata", sarà per il fatto che appena mi staccherò da questo schermo, dovrò usare il Neurone per produrre nel giro di una notte ben due relazioni di chimica e applicarlo per studiarle, sarà forse per il fatto che dalla scatola luminosa provengono gli spari di un film d'azione, sarà per quell'intenso odore di banane che aleggia inspiegabilmente per casa mia, sarà perchè quand'è il momento di parlare, per quanto mi sforzi, a volte so produrre solo silenzi imbarazzanti...sto andando un po' fuori tema, non è così?

Non ho nessun motivo di essere triste, è vero. Ma si sa, quando non lo si è, vengono immediatamente in mente tutte le minuzue per cui dovresti esserlo. Almeno, con me è così. Ed è stupido lo so.

Ma così, nella mia casa borghese, deserta, con solo la luce del pc e della scatola luminosa ad illuminare la stanza in cui mi intristisco senza motivo...è così. Boh. Forse è il terrore che tutto l'affetto che ricevo e che ho ricevuto da tutti negli ultimi tempi, possa un giorno scomparire. Forse sono debole, anzi, quasi di sicuro, forse stupida, e non in senso scherzoso..

Ecco, l'ho fumata, quell'unica, misera cancerosa. Finita...finita, finita. Ed ora? Ora andrò a letto, mi accamperò tra libri e appunti di chimica, magari con la buona, vecchia MelissaAufDerMaur nelle orecchie e scriverò, scriverò di fiamme colorate e di quello stupido numero di avogadro o comecavolosichiama. E forse sì, avrò ancora bisogno di schiarirmi i polmoni dalla nicotina una volta per tutte, avrò ancora bisogno della voce della claudia che mi spiega chimica, avrò ancora bisogno di qualche nuova cazzata inventata da Jacopo, avrò ancora bisogno soprattutto di un abbraccio.

Buona notte, e buoni sogni. 

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mercoledì, 25 gennaio 2006

Sono incredibili le evoluzioni di un filo di fumo che s'innalza da una sigaretta abbandonata in quel posacenere marrone. Lo fisserei per ore. E' meraviglioso. Mi ricorda molto i pensieri deprimenti. Nascono da una scintilla minuscola, s'innalzano, si spandono per poi scomparire. E' strano pensare a queste cose, pensare a come si stia male in quei momenti, senza riuscire, quando arrivano, a trovare un modo per scacciarli. Ecco, si è spenta. Spenta come i pensieri di cui parlo. Assenti al momento. Strana sensazione questa...forse per la prima volta da una settimana ho la mente totalmente sgombra da pensieri tristi e robacce del genere. Strano...forse è un record. Wow.

 

Firmate anche voi la petizione per la soppressione totale dei parrucchieri. Basta vedere una semplice,rivoltante foto di un'ignara vittima delle loro malefatte per rendersi conto dei loro crimini.

Perchè non accada più.

(uffah...tutto ciò è successo perchè mi sono, come al solito, addormentata durante uno di quei meravigliosi massaggini-shampoo alla testa..diamine)

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martedì, 24 gennaio 2006

Ho sempre desiderato poter disegnare le nuvole.

Ma non posso.

Perchè lì, apparentemente immobili nel cielo, cambiano, indipendentemente dalle scelte dell'uomo, di dio, di nessuno. E non si può disegnare la mobilità. Le persone, i paesaggi, tutto cambia.

Nemmeno la morte si può ritrarre, il continuo cambiamento di un cadavere in decomposizione. Niente è immobile, niente è per sempre. Nemmeno i diamanti.

Fermare il tempo.

A quei momenti, carichi di calore, privi di pensieri, privi di durata.

Istanti.

Come una nuvola.

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domenica, 22 gennaio 2006

Ho licenziato Dio
gettato via un amore
per costruirmi il vuoto
nell'anima e nel cuore.
Le parole che dico
non han più forma nè accento
si trasformano i suoni
in un sordo lamento.
Mentre fra gli altri nudi
io striscio verso un fuoco
che illumina i fantasmi
di questo osceno giuoco.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Chi mi riparlerà 
di domani luminosi
dove i muti canteranno
e taceranno i noiosi.
Quando riascolterò
il vento tra le foglie
sussurrare i silenzi
che la sera raccoglie.
Io che non vedo più
che folletti di vetro
che mi spiano davanti
che mi ridono dietro.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Perchè non hanno fatto
delle grandi pattumiere
per i giorni già  usati
per queste ed altre sere.
E chi, chi sarà  mai
il buttafuori del sole
chi lo spinge ogni giorno
sulla scena alle prime ore.
E soprattutto chi
e perchè mi ha messo al mondo
dove vivo la mia morte
con un anticipo tremendo?
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Quando scadrà  l'affitto
di questo corpo idiota
allora avrò il mio premio
come una buona nota.
Mi citeran di monito
a chi crede sia bello
giocherellare a palla
con il proprio cervello.
Cercando di lanciarlo
oltre il confine stabilito
che qualcuno ha tracciato
ai bordi dell'infinito.
Come potrò dire a mia madre che ho paura?
Tu che m'ascolti insegnami
un alfabeto che sia
differente da quello
della mia vigliaccheria

Fabrizio De Andrè - Cantico dei drogati

 

Lui sì. Era un vero poeta.

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domenica, 22 gennaio 2006

Tutti quanti! Tutti quanti! Tutti quanti voglion fare jazz, allelujah!!

Woooaaaah! Un sabato sera al sapore di scuole medie, è un'esperienza che non provavo da tanto, ormai! Tutto il mio circolo di compagne di classe, più o meno amiche, con le quali parlo più o meno sempre, tutte riunite a casa delle veru, ieri sera. Eravamo 12, ma a dormire siamo rimaste in 7. Io, la gaia, la cla, la simo, l'anna, la minki e obviously la veru, dato che era casa sua. Già appena entrata si respirava aria di demenza, tra lotte con i durissimi sacchi a pelo e la metà delle partecipanti tutte in tiro(ma perchèèè?è incomprensibile! Io ero in jeans e maglietta a maniche corte)..poi, boh, sarà stata la pizza, saranno state le chiacchiere delle altre (terribili, si passava dalle diete alle mestruazioni), la caccia alla cimice con quattro insetto-fobiche in casa(tra cui io) o saranno state i tre pagliozzi in terrazzo con la gaia, fatto sta che mi sono divertita da matti. Prima abbiamo guardato un film ORRENDO, "Lo smoking" brrrr...veramente brutto, uno di quei film con jackie chan per capirsi...poi, le 5 che non restavano a dormire se ne sono andate e noi ci siamo messe a guardare Dumbo. Meraviglioso, ma mi sono addormentata dopo la scena dei rosaelefanti(tra l'altro, tremendo, ho fatto dei sogni non poco terribili) "I rosaelefanti ormai son qua.." e mi sono svegliata con i commenti delle mie amiche "che schifo!" "Ma come fa??" per accorgermi che dumbo era finito da tempo e che stavamo guardando un programma di odeon "playboy"...vi lascio immaginare a che cosa fossero riferiti i commenti schifati. Non ho fatto fatica ad addormentarmi, avvolta a bozzolo nel mio sacco a pelo, ho dormito come un sasso fino a stamattina, quando l'urlo della gaia "Ma perchè cazzo dobbiamo svegliarci alle otto emmezza?!" mi ha svegliata. La mattinata è passata con gli aristogatti che passavano sul televisore, con gli occhi che mi si chiudevano e i popcorn che scricchiolavano dentro al mio sacco a pelo (tra l'altro....perchè??).

Mi ci voleva una serata così, era un sacco di tempo che non mi divertivo così con quelle amichedalle quali ultimamente mi sono allontanata incredibilmente. Un po' mi è dispiaciuto non andare al capolinea a sentire il gruppo di Live, ma non potevo fare tutto, suvvia! ^____^ ora credo che andrò a dormire. Buonanotte!

 

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giovedì, 19 gennaio 2006

Bello come l'incontro di un ombrello e di una macchina da cucire su di un tavolo operatorio. (Ducasse)

...invadente, strisciante, suadente...scivola lungo i miei occhi, colando fino a quel fallibile organo che tutti attribuiscono all'amore, il cuore. Immotivata, indesiderata, inattesa...la depressione coglie all'improvviso, senza una ragione apparente. Così ha fatto oggi, verso le sei del pomeriggio, gettandomi in un vuoto baratro di delirio. Incredibile cosa passi per la mia mente in quei momenti..pensieri senza nè capo nè coda, idee forse geniali, indistruttibili pare mentali. Per cosa? Non ha importanza, la storia è sempre la stessa: boh. Boh perchè non riesco a capire il Perchè. Boh perchè non riesco a sconfiggere quel Perchè. Boh perchè sono una persona incredibilmente stupida. Boh perchè stavolta non sono i motivi di sempre. Boh perchè ho paura. Boh perchè non so di cosa ho paura. Boh perchè sono io. Boh perchè ho i capelli sporchi. Boh perchè non so come definire questo stato semi-comatoso che mi assale. Boh per tutto. Boh perchè sono stufa di cercare di contenere la mia tristezza. Boh perchè non lo so.

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mercoledì, 18 gennaio 2006

Ultimamente il mio umorismo ha raggiunto vette di demenza sconvolgenti. A volte mi faccio paura, bearsi del proprio umorismo scadente per un'ora è alquanto inquietante se non si è sotto l'effetto di droghe. Tra l'altro oggi ero abbastanza strana e i miei compagni di classe mi hanno esplicitamente fatto capire che mi considerano gentilmente una drogata. Vov. E solo per un'oretta di sano umorismo di bassa lega. Ma non ero strana per questo, fondamentalmente rido sempre per le cose più stupide. Oggi mi sono messa a tappezzare il mio banco di scritte di ogni genere, citazioni da canzoni che mi piacciono, domande esistenziali, haiku e intere strofe di pura poesia metafisica di mia produzione.

 

 

Comunque, giusto per darvi un'idea della mia demenza, citerò giusto un paio battute, a botto:

 

 

1)- Cosa ci fa un uomo in un supermercato? La spesa. (grasse risate)

 

 

 

 

 

2)Claudia,compagna di banco a sinistra di bea: No ma vedi, perchè secondo me la Valli(prof.) non ha un cuore, non riesco proprio ad immaginarla che da da mangiare ai sui figli con dell'affetto.

 

 

bea: ....................................ma con dell'affettato, sì! (grassissime risate perdurate per due ore)

 

 

 

 

 

Capite cosa voglio dire? Comunque domani fotografo il mio banco e posto qui una fotina. Ora vado che mi fa male il gulliver.

 

 Patricia Arquette ha degli occhi meravigliosi.

 

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martedì, 17 gennaio 2006

Pioveva, fuori, quella mattina in cui decisi che tutto sarebbe cambiato.

Mi ricordo chiaramente quel giorno; ero semisvenuta su un banco lercio di un'anonima scuola media di Faenza, in un'ora imprecisata dopo l'intervallo. Indosso avevo i miei pantaloni POOR non ancora distrutti dal tempo, una maglietta nera e le mie adoratissime airwalk(già allora distrutte dal tempo).

E pensavo, mentre la voce di quel professore d'italiano, quello che non capiva i miei temi, scivolava lentamente oltre i miei pensieri, oltre quella scuola, rimandando enfaticamente ai campi di concentramento in germania. Strano a dirsi, ma ascoltandolo mi venivano in mente scene di Arancia meccanica, sì, quel film meraviglioso.

I miei compagni, quelli simpatici, quelli odiosi, quelli bassi e milanisti, quelli che allora, forse proprio in quei giorni, sarebbero diventati indelebili nella memoria. Accanto al mio banco, bob disegnava sulla lucida superficie del suo, oscuri personaggi, dallo sguardo infuocato, pungolandomi poi con la matita per mostrarmeli. Com'è cambiato bob. Allora non aveva le orecchie appesantite dal metallo e si limitava a spaventare i nostri compagni di classe. Che strano bob. Fino alla festa di san lazzaro, pochi mesi prima, a malapena ci parlavamo. Poi entrò in gioco l'orrida schiuma di carnevale e la giocosità di due tredicenni.

Le finestre della nostra classe davano sul cortile interno della scuola europa, quello inaccessibile agli studenti, quello pieno di muschio e strani cespugli pieni di insetti. E la pioggia cadeva, scivolando sui vetri appannati dai nostri fiati, infradiciando i davanzali e i banchi sotto le finestre. E pensavo.

Pensavo a come la pioggia cadesse inesorabile su tutto e su tutti, incurante di ragioni e sentimenti. A come le vuote chiacchiere dei miei compagni mi suonassero forse per la prima volta, inutili e banali. Davanti a me, vedevo la schiena del Milanista, tozza e lievemente storta, alzarsi ed abbassarsi ritmicamente, forse al soldo di qualche pensiero tormentoso. Accanto a me, bob non staccava gli occhi di dosso dal professore, che gentilmente gli aveva chiesto di smettere di scarabocchiare il banco. Bakkio, alla mia sinistra si limitava a giocherellare con un elastico, lanciandolo puntualmente verso la nuca di diafa. La gire, poco lontano ridacchiava scuotendo il capo, nel vedere le reazione di diaffino. Eppure era strano. D'un tratto vedevo i miei compagni come mai li avevo visti. Amici. Strana concezione da dedicare a delle persone alle quali mi pareva di aver rivolto sì e no tre parole in tre anni. Eppure, man mano che pensavo a quest'improvvisa illuminazione, mi tornavano alla mente tutti i meravigliosi momenti, tutti i sentimenti, le catastrofi e i festeggiamenti passati assieme a loro.

Fu allora, forse proprio in quella mattina che cambiai quasi radicalmente; la mia cinica concezione d'esistenza, che sarebbe forse piaciuta tanto a due aspiranti suicidi di mia conoscenza, si annebbiò, riducendosi ad un informe ammasso di pensieri sconnessi. Da "piccola"(alle medie) pensavo spesso alla morte, ma più con un fattore di curiosità che di altro. Arrivai fino al punto di impugnare il cutter scoprendomi i polsi per farci un tagliettino(tra le altre cose, lontanissimo dalle vene^^'') solo per capire, cosa, che cosa si provasse nell'arrivare tanto vicini a compire un gesto così stupidamente estremo.  E' una cosa stupida, ora me ne rendo conto, ma fu in quel giorno che imparai inspiegabilmente a domare la mia acerba depressione adolescenziale, una bestia oscura e in fase di crescita annidatasi nella mia mente, relegandola dietro sbarre resistentemente fragili di amici, parenti, canzoni, cazzate...cominciai a vedere la mia vita con occhi nuovi, con nuovi propositi in testa e soprattutto, con meno cinismo.

Ancora oggi, quando la Bestia rompe una di quelle sbarre per dare una graffiante zampata nel mio cuore, risento quel pesante odore bagnato di chiuso che aleggiava quel giorno nella nostra classe, e mentre il sapore ferroso del sangue che inspiegabilmente mi si insinua tra i denti e il sale delle lacrime che verso per sfogarmi, riesco a sentire, a poco a poco, il riformarsi di quella sbarra perduta, con nuovi materiali, rafforzata da illusori ma resistenti, nuovi propositi.

 

Vi ringrazio. Tutti.

 

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domenica, 15 gennaio 2006


"Loud And Clear"(Cranberries)

I hope that you miss me
Put me down on history
I feel such a reject now
Get yourself a life
I hope that you're sorry
For not accepting me
For not adoring me
That's why I'm not your wife

People are stranger
People in danger
People are stranger
People deranged or

I remember there was
Nothing I could ever do
Never could impress you
Even if I tried
Tell somebody who cares
Fill the room with empty stares
Go to bed and say my prayers
Keep them satisfied

People are stranger
People in danger
People are stranger
People deranged

Loud and clear I make my point my dear

I hope that you never
Get the things you wanted to
Now I cast a spell on you
Complicate your life
Hope you get a puncture
Everywhere you ever drive
Hope the sun beats down on you and
Skin youself alive

Adoro questa canzone. E' una delle poche che riesce a tirarmi su quando vorrei solo sparire, scivolare via tra le assi della mia esistenza, dissolvermi in una nebbia artificiale.

sbalzi d'umore, depressione, felicità...forse effimera, forse no...benessere. People are stranger.

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