sabato, 31 dicembre 2005

POLLEDG.

Occhèi, sono calma.

Vedo le cose con più chiarezza, mi ero inalberata perchè avevo preso male la Botta.

Dapprima sillenzio, poi un unico semplice squillo. Poi una telefonata, tranquillissima, lui, del tutto ignaro del motivo della mia incazzatura.

Ma è meglio così. Ieri sera avevo una visione non poco distorta della realtà, succede così quando mi piglia male. Non posso certo colpevolizzarlo di qualcosa che non si rende conto di aver fatto.

Perciò chiusa qui, stop, tabula rasa. Vediamo di cominciare il nuovo anno con dei pensieri positivi, senza pensare a quelle frasi, roventi, lasciate cadere nell'aere come lo scherzo più innocente del mondo.

"Devo fare una dichiarazione scritta del fatto che non mi piaci?"

BLAM!

"Che cazzo vuoi?!Lasciami in pace."

BLAM!

Descritta così, sembra che io stia parlando di un'ipotetica me che va dietro ad uno, tormentandolo, non ricambiata.

Forse l'idea di base è questa, ma non è così..queste parole sono baluginanti puntini in un oceano di felicità inimmaginabile, non è quello il sentimento che c'è in me...no...è un desiderio di fratellanza.

bo parlo come il papa, sarà meglio che smetta va là..

Il succo è che ora BASTA.

finisce l'anno e finiscono pure anche i miei patemi (in parte almeno)

Adios!

Ci sentiamo, se sarò viva domattina!

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sabato, 31 dicembre 2005

L'ultimo giorno dell'anno, un capodanno regolato dalle stupide convenzioni umane, chissà che in realtà, un anno non abbia mai fine, che il susseguirsi delle stagioni sia una mera casualità, che il conteggio sia errato. Cos'ha diverso un anno da un altro?

E' tutto un ripetersi di eventi già accaduti, forse in un'altra epoca, forse ad un'altra persona, forse in un altro contesto.

Ora come ora mi verrebbe da mandare affanculo il mondo, l'ultimo dell'anno, e soprattutto la mia stupida ostinazione.

Perchè, perchè, dico io, devo sempre ficcarmi in dei casini da sola, essendo poi incapace di risolverli?

E' vero, ieri sera non ero in me, ma a guardare i suoi occhi, a sentire le sue dure parole, forse scherzose, forse no, mi sono sentita come se qualcuno mi avesse ficcato un criceto morto in gola.

Ho taciuto, ho sopportato, ma poi..ma poi gliel'ho detto, mi sono incazzata.

E lui non ha capito.

Ma come posso pretendere che capisca? L'ho eletto a mio migliore amico forse senza che lui lo volesse, come può capire che mi ha ferito profondamente?

Non volevo essere fraintesa, è vero, l'ho amato e probabilmente lo amo tuttora, è una lurida ossessione che mi attanaglia la mente, ma ora, ora mi basta averlo accanto, come amico. Davvero.

Eppure non capisce. Non capisce che certe parole feriscono molto più in profondità di quanto magari sia la sua iniziale intenzione.

E come fare? Come fargli comprendere che sbaglia?

Dimenticarlo?

Mai.

E' la prima persona di sesso maschile, al di fuori di mio fratello, alla quale voglio DAVVERO, e sul SERIO un bene  inimmaginabile. E allora come, come, come dirglielo?

Lasciar correre, lasciar passare quelle parole, quei gesti...sono una persona facile al perdono quanto all'incazzatura, ma l'amarezza..l'amarezza è dura da dimenticare.

Ho voglia di piangere, ma non avrebbe senso, è colpa mia, lo so bene.

Fa freddo qua a faenza.

Fanculo.

Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow,

Creeps in this petty pace from day to day,

To the last syllable of recorded time;

And all our yesterdays have lighted fools

The way to dusty death. Out, out, brief candle!

Life’s but a walking shadow; a poor player,

That struts and frets his our upon the stage,

And then is heard no more; it is a tale

Told by an idiot, full of sound and fury,

Signifying nothing.

(Macbeth, Atto IV, Scena V)

 

 

 

 

 

 Che anno, questo 2005, uno dei più incasinati della mia vita. Eppure è stato così bello, così triste, così maledettamente indimenticabile. Non lo dico tanto per dire, l'estate dei miei 15 anni, l'inverno dei miei 16, e soprattutto Lorenzo, che ha cambiato la mia concezione di affetto, di realtà, di giusto e sbagliato. La sua è un'amicizia che mi distrugge, ma della quale non posso fare a meno, un dolce veleno irresistibile.

Non tornerei indietro per nulla al mondo.

Non c'è niente da capire, niente da sapere, niente da chiedere.

Solo lacrime, lacrime e buio.

Buon anno nuovo a tutti.

 

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venerdì, 30 dicembre 2005

Buongiorno mondo!

 

 

All'alba di quest'oggi, 30 dicembre 2005, nasce il blog di quest'individua, nata per dannarsi alla ricerca di qualcosa che non si sa bene cosa sia.

 

Non prendete troppo sul serio ciò che scriverò, sono per l'esattezza 51 ore che non dormo e i 7 pocket coffee che ho ingollato da ieri mattina cominciano a perdere d'effetto.

 

 

 

No, ve lo dico perchè probabilmente mi ridurrò a scrivere in situazioni più o meno simili.(anche se i pocket coffe non li piglio più, cominciano a darmi una piacevole quanto dannata assuefazione)

 

 

 

Suppongo che in teoria dovrei presentarmi, no?

 

 

 

Ebbene, che dire di me?

 

 

 

Sono un'atipica adolescente problematica di una cittadina non troppo squallida del centro(nord) Italia, dove d'inverno si soffoca e d'estate si corre. Io sono nata per soffocare, ma inaspettatamente, alle soglie dell'età in cui mi sono cominciate a crescere le tette, ho cominciato a correre, abbandonando i sentieri coperti di peluches della mia infanzia. Cerco ora di districarmi tra assurdi impegni impensabili per la mia linda mentalità fanciullesca, individui poco raccomandabili che sono diventati amici e ragione d'esistenza e un discreto numero di patemi.

 

 

 

Non preoccupatevi se non avete capito una beata minchia, questa sono io, riassunta in due parole.

 

 

 

Beata minchia.

 

 

 

Bea, per gli amici.
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