L'ultimo giorno dell'anno, un capodanno regolato dalle stupide convenzioni umane, chissà che in realtà, un anno non abbia mai fine, che il susseguirsi delle stagioni sia una mera casualità, che il conteggio sia errato. Cos'ha diverso un anno da un altro?
E' tutto un ripetersi di eventi già accaduti, forse in un'altra epoca, forse ad un'altra persona, forse in un altro contesto.
Ora come ora mi verrebbe da mandare affanculo il mondo, l'ultimo dell'anno, e soprattutto la mia stupida ostinazione.
Perchè, perchè, dico io, devo sempre ficcarmi in dei casini da sola, essendo poi incapace di risolverli?
E' vero, ieri sera non ero in me, ma a guardare i suoi occhi, a sentire le sue dure parole, forse scherzose, forse no, mi sono sentita come se qualcuno mi avesse ficcato un criceto morto in gola.
Ho taciuto, ho sopportato, ma poi..ma poi gliel'ho detto, mi sono incazzata.
E lui non ha capito.
Ma come posso pretendere che capisca? L'ho eletto a mio migliore amico forse senza che lui lo volesse, come può capire che mi ha ferito profondamente?
Non volevo essere fraintesa, è vero, l'ho amato e probabilmente lo amo tuttora, è una lurida ossessione che mi attanaglia la mente, ma ora, ora mi basta averlo accanto, come amico. Davvero.
Eppure non capisce. Non capisce che certe parole feriscono molto più in profondità di quanto magari sia la sua iniziale intenzione.
E come fare? Come fargli comprendere che sbaglia?
Dimenticarlo?
Mai.
E' la prima persona di sesso maschile, al di fuori di mio fratello, alla quale voglio DAVVERO, e sul SERIO un bene inimmaginabile. E allora come, come, come dirglielo?
Lasciar correre, lasciar passare quelle parole, quei gesti...sono una persona facile al perdono quanto all'incazzatura, ma l'amarezza..l'amarezza è dura da dimenticare.
Ho voglia di piangere, ma non avrebbe senso, è colpa mia, lo so bene.
Fa freddo qua a faenza.
Fanculo.
Tomorrow, and tomorrow, and tomorrow,
Creeps in this petty pace from day to day,
To the last syllable of recorded time;
And all our yesterdays have lighted fools
The way to dusty death. Out, out, brief candle!
Life’s but a walking shadow; a poor player,
That struts and frets his our upon the stage,
And then is heard no more; it is a tale
Told by an idiot, full of sound and fury,
Signifying nothing.
(Macbeth, Atto IV, Scena V)
Che anno, questo 2005, uno dei più incasinati della mia vita. Eppure è stato così bello, così triste, così maledettamente indimenticabile. Non lo dico tanto per dire, l'estate dei miei 15 anni, l'inverno dei miei 16, e soprattutto Lorenzo, che ha cambiato la mia concezione di affetto, di realtà, di giusto e sbagliato. La sua è un'amicizia che mi distrugge, ma della quale non posso fare a meno, un dolce veleno irresistibile.
Non tornerei indietro per nulla al mondo.
Non c'è niente da capire, niente da sapere, niente da chiedere.
Solo lacrime, lacrime e buio.
Buon anno nuovo a tutti.